Contrabbando di sigarette tra Ancona e Salerno, maxi sequestro al porto

2' di lettura 05/10/2021 - Scoperto dalla guardia di finanza un ingegnoso sistema di contrabbando tra i porti di Ancona e Salerno. Sequestrato oltre un quintale di sigarette, denunciate 28 persone

Approfittando del loro lavoro di marittimi, acquistavano le sigarette a prezzi sensibilmente ridotti a bordo delle navi, in quanto destinate al consumo esclusivo come provvista di bordo ed esenti delle imposte. Poi le facevano sbarcare e spedire illegalmente nelle loro città di provenienza, principalmente in Campania e Sicilia. Il contrabbando attivo tra i porti di Ancona e Salerno è stato scoperto e smantellato dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria del capoluogo dorico con l'operazione "Duty free".

In totale sono ventotto le persone denunciate, in gran parte membri degli equipaggi delle navi di un noto gruppo di navigazione, estraneo ai fatti, che effettua le tratte sia tra la Grecia e l’Italia, con approdo ad Ancona, sia tra la Tunisia e l’Italia con approdo a Salerno. Tra loro anche diversi marittimi con ruoli di rilievo come il comandante, il commissario di bordo, il medico di bordo e l'ufficiale di macchina. Dei 28 denunciati solo uno è di Ancona: 18 sono originari della provincia di Napoli, 2 di Palermo, Ragusa, Trapani e Potenza, 1 di Catania, Chieti e Genova.

Nel corso delle indagini, durate sei mesi, le Fiamme Gialle hanno individuato e sequestrato, nel periodo tra novembre 2020 e giugno 2021, 108 chilogrammi di sigarette di contrabbando di varie marche dal valore complessivo di circa 28 mila euro, con quasi 24mila euro di imposte evase.

La complessa attività d’indagine, iniziata nel porto di Ancona mediante appostamenti, pedinamenti e esame delle immagini delle telecamere di sicurezza, ha permesso di documentare tutti i passaggi attraverso i quali le sigarette acquistate sulle nave sono state introdotte illegalmente in Italia. Le stecche venivano fatte sbarcate nascoste in buste o pacchi e riposte nel bagagliaio di un’auto di una compagnia di navigazione che era in uso, per motivi di lavoro, a uno dei soggetti denunciati. Successivamente la vettura veniva prelevata da un altro soggetto originario di Ancona che agiva quale basista in loco grazie alla possibilità di movimento di cui godeva all’interno e all’esterno degli spazi doganali in quanto dipendente di un’agenzia marittima.

L'uomo andava nell'ufficio postale dell'area portuale e procedeva alla spedizione delle sigarette in pacchi anonimi, provvedendo alla compilazione delle relative lettere di vettura, con il contenuto dei pacchi solitamente dichiarato come effetti personali e vestiario. I pacchi erano destinati alle località di origine dei marittimi denunciati, in prevalenza in Sicilia e Campania. Sono state ben venticinque le spedizioni di questo tipo transitate dall’ufficio postale anconetano. Le indagini della guardia di finanza hanno permesso di portare alla luce un’analoga attività di contrabbando nel porto di Salerno.






Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2021 alle 15:22 sul giornale del 06 ottobre 2021 - 125 letture

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